Ritiro annuale ARK, Todi/Titignano 7 e 8 febbraio 2015

Ogni anno, ormai da tre anni a questa parte, l’Accademia romana kendo dedica due giorni a sé stessa. Perché se uno sport ha bisogno di coltivare la tecnica, il corpo, la dimensione fisica, in un’arte marziale è il percorso quello che conta. Lo Spirito di ognuno che diventa lo Spirito di tutti. E’ questo il significato del ritiro. Quest’anno, come lo scorso anno, ci siamo allenati tutti insieme nella palestra comunale di Todi, in Umbria. Agonisti, principianti, istruttori, nuove leve, giovani e meno giovani. Eravamo una trentina, più della metà degli iscritti all’Accademia: un numero notevole, per un fine settimana di febbraio.

Grazie alla scelta del nostro presidente Carlo, sabato scorso abbiamo banchettato, cantato (le performance dell’Accademia sono ormai notorie, con chitarrista e varii solisti) e poi dormito nella suggestiva cornice del piccolo borgo medievale di Titignano: la domenica mattina, sul presto, usciti dalle nostre stanze eravamo tutti incantati dal panorama, dal lago di Corbara, dall’aria fredda e pulita, dal senso di pienezza e sazietà che il posto diffondeva.

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Ma non era una mera questione di circostanze. Ciò che succede durante la costruzione di una squadra di kendo non è comprensibile ai più. E’ un passaggio, però, immediatamente avvertito da chiunque cominci quel cammino. Non è un caso che il momento più emozionante – nel senso etimologico di emovère, cioè portar fuori, smuovere – è quando si corre tutti insieme, quando si fanno i suburi insieme, e la voce di un gruppo diventa una unica voce, che è la voce dello spirito.

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Come ogni anno gli allenamenti, durante i due giorni del ritiro, sono dedicati al ripasso di tutto:

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l’etichetta, le tecniche fondamentali, lo shiai, waza e oji waza nel keiko. Come un movimento circolare, si va dall’inizio alla fine per poi tornare all’inizio. Sotto gli occhi attenti di Carlo, Enrico, Carla e Maurizio, ogni praticante ha ripercorso gli insegnamenti dei nostri maestri, il maestro Chiba e il maestro Yang, e ha capito l’obiettivo da fissare per il prossimo anno, perché, come scriveva Yukio Mishima, “se nelle nostre azioni non fossimo mai tesi verso un obiettivo di conquista, non avremmo alcuna necessità di comportarci secondo l’etichetta”.

Quest’anno abbiamo avuto la possibilità di impreziosire i due giorni dedicati al nostro Spirito grazie alla presenza di un amico dell’Accademia, Valentin Puzalkov della Coral Club Italia, che sostiene con entusiasmo il nostro percorso e da quest’anno è sponsor ufficiale della squadra. Valentin ha tenuto due lezioni sulla nutrizione, utili per chi, come il praticante di kendo, ha bisogno di mantenere sano sia il corpo sia la mente.

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Abbiamo avuto modo, poi, di dedicare uno spazio alle donne dell’Accademia, che sono tantissime, grazie a Carla e alla sua esperienza.

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E anche i principianti senza armatura hanno praticato insieme ai kenshi più anziani, sempre tutti insieme. Pure chi non c’era, era lì con noi, com’è nello Spirito del ritiro, che è lo Spirito dell’Accademia.

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