Sconfiggere il Jodan

Introduzione
Kamae
I bersagli comuni
– L’accessibilità dei bersagli
Le caratteristiche del kamae
– Katate waza
– Seigan Kamae
Teoria
– Gohonme (kata 5)
– Ropponme (kata 6)
Le basi per l’applicazione pratica
– La tattica anti-jodan “adatta”
– Il Jodan dipende fortemente dal seme interiore…
– La distanza nel jodan è difficile…
– Le katate waza sono limitate
Sconfiggere il jodan
– Muovere il kensen in alto e in basso
– Alternare i bersagli
– Muoversi intorno continuamente
Conclusione
Bibliografia

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Introduzione

A causa della relativa rarità di persone che scelgono il jodan, molti kendoka non hanno esperienza in combattimenti di questo tipo.

I suggerimenti su come combattere contro il jodan prevengono da varie fonti… alcuni di essi sono molto validi, mentre altri lo sono meno. Alcuni di questi suggerimenti sembrano scritti nella pietra, ma ho vissuto in prima persona il fatto che la maggior parte di queste idee dipendano dalla circostanza. Per essere più precisi, dipendono in modo determinante dagli assunti fatti riguardo chi sta combattendo in jodan(I). Se questi assunti sono validi, il suggerimento ha possibilità di funzionare. Se l’assunto è errato, il suggerimento diviene inutilizzabile. Davvero troppo spesso le persone sembrano impiegare i vari accorgimenti semplicemente perché “è ciò che si suppone debba essere fatto” invece di scegliere ciò che è applicabile verso l’attuale opponente.

Ci sono anche molti fraintendimenti sullo scopo delle varie guardie. Questa informazione è stata spesso distorta ed ha causato ulteriori problemi.

L’obiettivo di questo articolo è osservare l’hidari jodan (jodan sinistro) e in particolare osservare le ragioni dietro i vari suggerimenti su come combattere contro il jodan e osservare “i taciti assunti” fatti quando questi suggerimenti vengono utilizzati. Esaminando questi assunti e comprendendo le idee dietro di essi, si dovrebbe capire meglio il loro impiego.

I.[Per esempio gli assunti riguardano spesso l’abilità dell’opponente di valutare la distanza, la sua abilità nel trovare un’apertura nel kamae dell’avversario, la facilità con con la quale possa essere distratto, etc.]

Kamae

Prima una breve discussione su entrambi i kamae, chudan e jodan. Chudan è il kamae standard nel kendo e, senza divagare dallo scopo di questo articolo, è un kamae sia di difesa che di attacco[1]. Il chudan può essere adattato facilmente ad entrambi gli aspetti e può essere considerato per sua stessa natura 50/50 di entrambi(II). La forza del chudan deriva da questa sua adattabilità, che è dovuta alla posizione del kensen (punta della shinai) ed alla possibilità di controllare il kensen dell’opponente e la sua linea mediana.

Il jodan è un kamae più aggressivo, sia fisicamente che spiritualmente, ed è l’aspetto spirituale che predomina sui due[2]. L’utilizzatore del jodan sacrifica molto dell’adattabilità del chudan, in particolare i suoi aspetti difensivi, e si indirizza verso l’attacco. In sostanza, mentre il chudan è un kamae 50/50 attacco e difesa, il jodan deve essere considerato 100% attacco(III). È importante osservare che il jodan non ha una posizione anzata del kensen come invece il chudan, rimuovendo completamente le capacità fisiche difensive e offensive che questo offre al combattente in chudan.

II.[Infatti il chudan permette facilmente sia le shikake che le oji waza (tecniche di attacco e di controattacco)]

III.[Il jodan utilizza principalmente shikake waza, mentre le oji waza sono limitate quasi esclusivamente alle debana waza. Seppure siano possibili alcune nuki e kaeshi waza]

I bersagli comuni

Utilizzando qualsivoglia kamae decidiamo quali bersagli siano perloppiù disponibili all’attacco del nostro opponente ed anche quali attacchi possiamo utilizzare. In un incontro chudan-chudan, tutti i bersagli standard (men, sayumen, yokomen, tsuki, migi kote, migi do,  e hidari do) sono ampiamente disponibili per le opzioni di attacco. Invece, quando si usa un kamae alternativo come jodan, alcuni bersagli non sono disponibili(IV). Per essere chiaro, in base al kamae, alcuni bersagli diventano inaccessibili, sia per le regole del kendo, che per la reale collocazione fisica, e altri diventano più facilmente accessibili.

Ciò fa sorgere una gerarchia di bersagli tra l’opponente e l’utilizzatore del jodan, che non è di solito presente(V) in un incontro chudan-chudan.

IV.[È importante notare che molto spesso certi bersagli diventano non accessibili, ma non impossibili]

V.[C’e’ una regola ampiamente conosciuta che esclude l’hidari kote dai bersagli in questa situazione di combattimento]

L’accessibilità dei bersagli

Figura 1: tutti i bersagli disponibili nel kendo sono mostrati senza badare ad alcuna regola relativa all’accessibilità

Tutti i possibili bersagli nel Kendo

Shomen                  Migi Kote                    Hidari Do

Sayu-Men                Hidari Kote                Tsuki

Yoko-Men                Migi Do

Figura 2: Bersagli disponibili mentre si combatte contro chudan

Chudan vs Chudan bersagli disponibili

Shomen                        Migi Kote               Tsuki

Sayu-Men                     Migi Do

Yoko-Men                     Hidari Do

La figura 1 mostra tutti i bersagli disponibili nel kendo e la figura 2 mostra i bersagli abitualmente disponibili nel chudan contro chudan. L’unica restrizione riguarda l’hidari kote che non è disponibile a meno che:

1. non si utilizzi l’hidari chudan (chudan sinistro) nella quale la mano sinistra è la mano avanzata,

2.  si tenga una guradia non chudan per un esteso periodo di tempo[3].


Figura 3: Bersagli disponibili mentre si combatte contro jodan

Chudan vs Jodan bersagli disponibili

Tsuki                Migi Kote          Hidari Do

Hidari                 Kote                Migi Do

Ora possiamo analizzare i bersagli disponibili quando combattiamo contro jodan, mostrati nella figura 3. Ci sono tre cose da notare. Innanzitutto, l’hidari kote rimane permanentemente disponibile. In secondo luogo, tutti i tipi di men non sono più un bersaglio disponibile, come se il kamae stesso avesse una barriera fisica contro gli attacchi. A meno che il jodan non sia alterato o il combattente si muova, il men non è disponibile. In fine il migi do non è costantemente disponibile poiché risulta coperto(VI) durante l’utilizzo delle katate waza (tecniche ad una mano sola).

VI.[Quando l’utilizzatore del jodan usa le katate waza, il migi kote è portato sul fianco a coprire il do, come parte integrante della tecnica. Colpire migi do attraverso una oji waza è improbabile. Similmente, se il combattente in jodan risponde ad una shikake waza con una katate waza, colpire migi do è improbabile]

Figura 4: Bersagli disponibili in jodan contro chudan

Jodan vs Chudan bersagli disponibili

Katate waza            Morote waza

Shomen                   Shomen

Sayu-Men                Sayu-Men

Yoko-Men                Migi Kote

Migi Kote                  Migi Do

Hidari Do

La prima restrizione nei bersagli quando un utilizzatore del jodan incontra chudan è lo tsuki. Anche l’hidari kote non è considerato valido come nel caso di chudan contro chudan.

Le caratteristiche del kamae

Osserviamo ora alcune caratteristiche(VII) generali del jodan e analizziamo due punti cruciali: katate waza e seingan kamae.

VII.[È importante pensare alle caratteristiche del kamae piuttosto che ai punti di forza o alle debolezze poichè le caratteristiche sono costanti tra i combattenti mentre i punti di forza e le debolezze possono non esserlo.]

Tabella 1: Caratteristiche dell’hidari jodan no kamae. Ogni kamae ha caratteristiche che sono proprie del kamae stesso e indipendenti dall’abilità del combattente. L’esatta espressione delle caratteristiche è relativa a ciascun utilizzatore, mentre le caratteristiche sono comuni a tutti.

______________________________________________________________________________ Le caratteristiche innate dell’Hidari Jodan e i loro effetti

Katate waza
(una mano)
Permette di colpire da una distanza maggiore. Chudan viene generalmente corretta in seigan per mantenere le sue capacità difensive contro le katate waza. Le katate waza sono spesso limitate a men e kote.
Morote waza
(due mani)
Tutti i bersagli offerti dal jodan sono disponibili usando le morote waza. Le morote waza del jodan possono essere utilizzate sulla corta o sulla lunga distanza. Le morote waza permettono più tipi di oji waza.
Maai
(distanza)
L’assenza del kensen posizionato in avanti rende la distanza del jodan più difficile da valutare. Utilizzando una guardia con il piede sinistro avanti, per questo kamae la maai delle katate waza risulta aumentare. La più lunga maai del jodan rende più difficile per gli opponenti iniziare un attacco.
Seme
(pressione)
Non avendo il kensen posizionato in avanti il jodan dipende pesantemente dal seme spirituale per la propria efficacia nel controllare l’avversario e nel creare aperture per l’attacco.

Katate waza

Le principali caratteristiche con cui la maggior parte delle persone hanno confidenza quando affrontano il jodan sono le katate waza. Infatti, questo è il principale metodo di attacco ricercato nel jodan[4] . Ciò è comprensibile osservando più attentamente alcune caratteristiche di questo kamae:

  1. Le katate waza permettono di compiere attacchi da una distanza maggiore.
  2. L’hidari jodan aggiunge ulteriore distanza all’attacco katate.
  3. Il chudan dell’opponente è spesso adattato a seigan

È la distanza che rende le katate waza le tecniche preminenti del jodan(VIII). Ciò permette di essere in una posizione di attacco prima dell’opponente e l’accresciuta distanza elimina alcune delle caratteristiche difensive del chudan poichè sia il kote che il men possono essere facilmente colpiti.

VIII.[Mentre nel combattimento chudan-chudan tenere la shinai nella linea centrale offre difesa e permette di controllare gli avanzamenti, ciò non è più vero contro il jodan]

Figura 5: A sinistra i bersagli principali delle katate waza: (Sho)men e migi kote.Questo è possibile per la distanza congiuntamente all’utilizzo delle katate waza. A destra, issoku itto no maai per il jodan (in alto) e per il chudan (in basso). Joda issoku itto no maai è maggiore in contfronto al chudan, approssimativamente è maggiore di un passo del suo utilizzatore. Ciò altera l’efficacia del chudan nell’offrire protezione negli attacchi base del jodan. Come mostrato nell’immagin, la maai è indicata dalla linea orizzontale (sotto ogni rappresentazione) dal centro dei piedi dell’attaccante fino al men dell’opponente.

Questo, congiuntamente al fatto che sia il kote che il men diventano disponibili mediante le tecniche katate del jodan, conduce alla necessità di modificare il chudan standard nel seigan kamae che rende il kote più difficile da colpire e permette all’utilizzatore del seigan di compiere alcune waza difensive (Oji waza come suriage, kaeshi, etc.)

Seigan Kamae

Letteralmente questo kamae si può tradurre “corretto occhio”. Quando si assume seigan la mano sinistra deve essere tenuta approssimativamente alla distanza di due pugni sopra l’ombelico(IX). Nel seigan il kensen è al livello degli occhi dell’opponente in guardia jodan e il monouchi (dal punto di vista di chi utilizza il seigan) dovrebbe coprire il kote sinistro dell’opponente in jodan.

IX.[Il chudan standard si dice che si deve tenere a un pugno dal corpo, con la nocca in basso del pollice sinistro subito davanti all’ombelico, il kensen mantiene la linea centrale ed è puntato verso la gola dell’avversario]

figura 6: Seigan no kamae. Vista laterale, frontale e seigan vs jodan

Teoria

Ora che abbiamo visto alcune delle caratteristiche del jodan, prima di analizzare le specifiche difese dobbiamo osservare la teoria dietro la difesa dal jodan. Il miglior modo di farlo è osservando i Nihon Kendo no Kata[5] (di seguito Kata).

In modo specifico i kata che forniscono esplicite informazioni riguardo al jodan sono il kata 5 e il kata 6. Questi due kata dimostrano i principi sottesi e le tecniche(X) di base utilizzate per difendersi contro il jodan, e queste idee sono quelle su cui dovremmo costruire il resto.

X.[E’ importante ricordare che seppure gli scenari dei kata sono molto differenti dagli scenari degli incontri shiai di kendo, è l’applicazione dei principi dimostrati nei kata che ci permettono di imparare i metodi di attacco e di difesa]
Chudan vs Jodan gerarchia dei bersagni
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Primari                Tsuki, Hidari kote

Secondari             Migi kote

Ulteriori                Migi do, Hidari do
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Gohonme (kata 5)

Gohonme ci mostra queste idee basilari riguardo al jodan:
1) l’uso di seigan kamae

2) usare seme per provocare un attacco.

Lo scopo dietro l’uso del seigan è già stato trattato, comunque, per ripetere, lo scopo è di ridurre la disponibilità del kote come bersaglio e di aumentare la capacità di praticare alcune oji waza. La seconda idea, quella di indurre un attacco attraverso il seme è di fondamentale importanza.

Come abbiamo già visto nei precedenti paragrafi, combattere contro il jodan cambia la disponibilità di certi bersagli e crea una sorta di gerarchia dei bersagli. Per quanto riguarda il jodan i bersagli in cima a questa gerarchia sono tsuki e hidari kote. Come mostrato dal kata 5, il kensen dell’utilizzatore del seigan è diretto verso l’hidari kote(XI) e quindi il seme è diretto verso uno dei bersagli primari del jodan.

Il kata progredisce quando uchidachi reagisce al seme di shidachi e attacca men(XII). Shidachi pratica una suriage waza e contrattacca men. Questa è un’applicazione del concetto di sen sen no sen[6]; è attraverso il seme di shidachi che uchidachi reagisce e fornisce l’apertura per l’attacco. Shidachi sconfigge uchidachi offrendo uno specifico bersaglio attraverso il seme, giovandosi dell’apertura offerta.

XI.[Hidari kote è il bersaglio più vicino per l’opponente e lo tsuki è raggiunto con un katate tsuki da una maai estesa]

XII.[In         questo caso con seme si indica il fatto che shidachi sia faccia pressione con un attacco sia  offra un’apertura (men) a uchidachi]

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Gohonme: il quinto kata

Uchidachi

  1. Da chudan assume hidari jodan
  2. iniziando con il piede sinistro compie tre passi in avanti
  3. con un forte kiai colpisce lo shomen di shidaci con l’intento di tagliare la sua testa sino al mento
  4. A causa della parata di shidachi la spada di uchidachi diviene “morta” ed è gradualmente abbassata al livello del gedan, il kensen fuori dal corpo di shidachi. Shidachi controattacca
  5. Schidaci eserchita zanshin
  6. U. verifica lo zanshin di shidachi ed inizia ad alzare il kensen in chudan

Schidachi

  1. Da chudan assume seigan no kamae
  2. iniziando con il piede destro compie tre passi in avanti
  3. compie un piccolo passo indietro e con lo shinogi (lato della spada) sinistro compie una suriage waza per parare il colpo di uchidachi
  4. immediatamente dopo aver parato il colpo di uchidachi compie un passo avanti con un forte kiai e colpisce lo shomen di uchidachi
  5. abbassa il kensen al livello del naso di uchidachi mentre inizia a portare indietro il piede destro. Una volta completato il passo indietro assume hidari jodan
  6. inizia ad abbassare il kensen e ritrae il piede sinistro

Tabella 2: Gohonme, la quinta forma del Kendo no Kata. I passi 1) 3) e 4), come qui sottolineato, sono i punti cruciali del kata per combattere il jodan; 1) l’uso del seigan, 3) e 4) shidachi provoca un attacco da uchidachi attraverso la seme e poi utilizza l’attacco entrante di uchidachi come opportunità per mettere in campo un contratt’acco.

Ropponme (kata 6)

Ropponme ci mostra due ulteriori idee chiave(XIII) verso la costruzione di una difesa dal jodan:

1) Invadere la maai del jodan e

2) pressare il combattente in jodan ad indietreggiare o a cambiare la sua guardia.

Come abbiamo discusso nelle precedenti sezioni, il jodan ha una maai maggiore dalla quale possono essere iniziati gli attacchi, in relazione al chudan e dovuta all’uso delle katate waza. Se si riesce ad entrare dentro questa maai, ovvero muovendosi bene nel raggio di azione dell’avversario in jodan, questo avrà due effetti sull’opponente:

1) le katate waza risultano meno vantaggiose con una distanza minore e

2) il jodan ha ora molti bersagli accedibili ai quali l’opponente ora è molto vicino.  Questo elimina la gerarchia dei bersagli poichè sono tutti disponibili a questa breve distanza e accresce la seme(XIV) dell’opponente.

L’altra idea chiave del ropponme è quella di pressare il combattente in jodan ad arretrare o ad alterare la propria guardia. Ricordiamo che il jodan è considerato una guardia aggressiva pesantemente dipendente dallo spirito del combattente e dalla sua abilità di applicare seme. [Il jodan è anche conosciuto come Hi no kamae, il kamae di fuoco e Ten no kamae, il kamae dei cieli. Entrambe le definizioni fanno riferimento al livello di aggressività ed allo spirito dell’utilizzatore].

Forzando il jodanista ad indietreggiare, lo si forza a rinunciare alla mentalità del kamae stesso.

Invece di indietreggiare, l’atleta in jodan può reagire al seme alterando la propria guardia, in un modo difensivo, con l’obiettivo di eliminare la disponibilità di alcuni dei propri bersagli verso i quali percepisca che l’opponente stia indirizzando la propria seme. Questa reazione è problematica per tutti i tipi di kamae, ma quando un combattente in jodan altera il proprio kamae, il suo men diviene un bersaglio disponibile. Questo fa aumentare la lista dei bersagli disponibili per l’opponente a tutti i bersagli(XV) possibili! Indietreggiare e alterare il kamae produce risultati simili: il combattente in jodan sta ora agendo/reagendo difensivamente al seme dell’opponente e gli sta dando l’opportunità per colpire.

XIII.[ E’ chiaro che le idee del kata 5 si applicano anche in questo caso: l’adozione del siegan quando si fronteggia il jodan e l’applicazione di seme verso l’avversario in jodan]

XIV.[La forza della seme dipende abbondantemente da ciò che l’opponente percepisce. La maai più vicina qui indicata, accresce la percezione di minaccia].

XV.[Il men diventa spesso disponibile quando il jodanista viene pressato ad un’azione difensiva contro lo tsuki]

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Ropponme: il sesto kata

Uchidachi

  1. Assume chudan
  2. iniziando con il piede destro compie tre passi in avanti
  3. attende
  4. per controllare S. preme il kensen verso il basso, prima che shidachi assuma chudan
  5. prima che le spade si tocchino, fa un passo all’indietro e assume hidari jodan per controllare shidachi
  6. In risposta alla pressione di S. indietreggia con il piede sinistro, abbassando jodan e assumendo chudan

Schidachi

  1. Da chudan assume jedan
  2. iniziando con il piede destro compie tre passi in avanti
  3. alza il kensen in chudan
  4. ignora la pressione di U. contro il proprio kensen
  5. immediatamente avanza con il piede destro puntando il kensen verso il kote sinistro di U. (seigan)
  6. Per la paura del kensen di shidachi, U. abbandona jodan e ritorna in chudan. S. assume ai-chudan

Tabella 3: Ropponme la sesta forma dei Kendo no Kata. I passi 5) e 6) come qui elencati sono i passi chiave in relazione al jodan; uchidachi cerca di controllare shidachi con un jodan kamae spiritualmente aggressivo, ma come uchidachi assume jodan, shidachi lo pressa avanzando all’interno della maai in seigan, con il proprio kensen verso l’hidari kote di uchidachi. A causa della pressione e della diminuita distanza, uchidachi non può mantenere jodan. Abbandona la guardia e indietreggia.

Le basi per l’applicazione pratica

Ora che abbiamo visto la teoria per contrastare il jodan attraverso i Kata, possiamo iniziare a utilizzare queste nozioni. Specificatamente, abbiamo bisogno di utilizzare quanto appreso dai Kata sul combattere il jodan, nel kendo da shiai. Ciò non è facile perchè il kendo da shiai raramente assomiglia esplicitamente ai Kata, quindi è importante concentrarsi sulle idee che soggiacciono ai kata.

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La teoria anti-jodan dai kendo no kata

Gohonme

  • Uso dei seigan no kamae
  • Indirizzare il seme verso i bersagli principali del jodan
  • Seme per indurre un attacco e contrattaccare (sen sen no sen)
Ropponme

  • Entrare nella maai dell’avversario
  • Applicare seme per forzare l’avversario ad indietreggiare
  • Usare la seme per forzare l’opponente ad alterare il jodan

Tabella 4: Un sommario delle idee presentate nei Kata riguardo ai combattimenti contro il jodan

Alcune caratteristiche del jodan evidenziate nella Tabella 1 possono essere considerate “punti deboli” del kamae; punti attorno ai quali possiamo iniziare a costruire un attacco o una difesa. Anche questi punti si legano ai kata.

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Anti-jodan: caratteristiche deboli del kamae

Katate wazaMaaiSeme Spesso limitate a (sho)men o (migi) koteSenza il kensen posizionato in avanti la maai del jodan è più difficile da valutareSenza il kensen in avanti, il jodan è molto dipendente dal seme spirituale per la propria efficacia nel controllare l’opponente e creare aperture per l’attacco

Tabella 5: Un sommario delle caratteristiche che possono essere usate per creare una difesa/offesa efficace contro un opponente in jodan

La tattica anti-jodan “adatta”

In primo luogo deve essere detto, altrimenti cadremmo nelle trappole evidenziate nell’introduzione di questo articolo, che non esiste un solo ed unico modo per difendersi contro il jodan(XVI), valido in tutte le occasioni*. Nulla è scritto nella pietra, semplicemente perchè il nostro opponente non è fatto di pietra; è vivo e si evolve in accordo a noi ed alle nostre azioni. Così la nostra applicazione delle idee contro il jodan fornite nei kata devono essere vive ed evolvere come suggerito dall’opponente in jodan.

La difesa ideale dal jodan incorpora le idee della Tabella 4 usando gli elementi della Tabella 5 come punti di partenza,  entrambi utilizzati come richiesto dalla circostanza con l’attuale opponente. Iniziamo ad esaminare i punti di partenza della Tabella 5 in modo da ragionare intorno ad essi.

XVI.[Ciò può sembrare ovvio, nessuno ritiene che esista un unico modo per difendersi contro il chudan. Allora perchè commettiamo questo errore contro il jodan?].

Il Jodan dipende fortemente dal seme interiore…

Il successo o il fallimento del jodan dipende più da “aspetti interiori” che non da aspetti fisici[7]. In particolare il jodan è dipendente dal seme al fine di controllare l’avversario; allo stesso modo lo spirito e la confidenza del jodan necessitano di essere senza paura durante  gli attacchi. Questo è particolarmente vero perchè non c’è un kensen posizionato in avanti che assista nel controllo della linea mediana dell’avversario.

Se lo spirito, la confidenza e la concentrazione del combattente in jodan si spezzano, per lui è impossibile applicare seme, controllare l’opponente o avere la confidenza necessaria per iniziare un attacco senza timore.

Tutte le ragioni esposte indicano che il jodan dipende dall’abilità del combattente di iniziare un’azione, sia fisicamente che interiormente. Se il jodanista non è in grado di fare questo non c’è scopo nell’adottare la guardia jodan kamae(XVII).

Questo è il punto più importante di azione quando si fronteggia il jodan(XVIII).

XVII.[Ciò viene dimostrato nel kata 6; uchidachi deve rinunciare all’uso del jodan quando è incapace di controllare shidachi]

XVIII.[Un avvertimento comune che viene dato ai praticanti del jodan e che riassume l’importanza di mantenere un atteggiamento aggressivo è “se retocedi, perdi”]

La distanza nel jodan è difficile…

La distanza del combattente in jodan è particolarmente difficile da valutare poichè non c’è l’usuale strumento di misura presente nel chudan contro chudan. Esiste la possibilità di disturbare il senso della distanza del praticante in jodan acquistando la possibilità di entrare inosservato nella sua maai. Ciò fornisce all’opponente l’opportunità di iniziare un attacco contro il praticante in jodan.

Figura 7: L’Ai chudan offre un sistema relativamente semplice per misurare la distanza poichè entrambi i combattenti possono costantemente misurarla attraverso la posizione avanzata della propria shinai

Le katate waza sono limitate

La tecnica primaria del jodan sono le katate waza ed esse forniscono dei vantaggi contro il chudan dovuti alla distanza. L’uso del seigan elimina certi aspetti fisici di questo vantaggio, come discusso nella figura 8. A causa di ciò, il combattente in jodan è ora dipendente dalla seme per trovare opportunità se si escludono quelle “offerte” dall’opponente (vedi Gohonme).

Potrebbe sembrare di riaffermare l’ovvio, tuttavia questo è un punto di partenza cruciale; è lo stesso punto di partenza del kata quando entrambi gli avversari iniziano ad applicare seme. Se l’avversario è in grado di prevenire un attacco katate dal combattente in jodan, ha un vantaggio. L’opponente può utilizzare sia sen sen no sen, go sen no sen o nello scenario peggiore deve intuire tra la difesa del men o del kote.

Figura 8: La tecnica alternativa del katate kote del jodan. A causa della maggiore distanza nel jodan, il kensen dell’opponente non innibisce gli attacchi katate waza; sia il kote che il men possono esere facilmente raggiunti con un semplice, colpo katate classico. L’uso del seigan costringe il combattente in jodan ad utilizzare una tecnica di kote più difficile per sorpassare il kensen dell’avversario.

Sconfiggere il jodan

Ciascuna riga nelle Tabelle 6, 7 e 8 è suddivisa in tre componenti: scopo, basi di applicazione e ipotesi di utilizzo. Questi aspetti indicano rispettivamente: l’intento del loro utilizzo, le origini dell’idea (aspetti dei kata o del kamae), e l’ipotesi che si costruisce sul combattente in jodan quando si decide se una strategia sia applicabile o meno.

Muovere il kensen in alto e in basso

Oltre al seigan kamae, questa costituisce forse l’idea più comune di difesa contro il jodan. Una variante di questo è puntare alternativamente al kote sinistro, al destro e allo tsuki. Analizzeremo questo aspetto separatamente.

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Muovere il kensen

ScopoBase di applicazioneIpotesi di utilizzoScopoBase di applicazioneIpotesi di utilizzoScopoBase di applicazioneIpotesi di utilizzo Distruggere l’abilità di organizzarsi“Limitazione delle katate waza…”Il combattente in jodan non è in grado di organizzarsiCausare un attaccoGohonmeIl combattente in jodan soccombe alla seme dell’avversarioDistruggere la percezione della distanza“La distanza del jodan…”Il combattente in jodan non è in grado di giudicare la maai

Tabella 6: Muovere il kensen mentre si fronteggia il jodan

Queste sono tre differenti idee alla base del suggerimento di muovere il kensen su e giù quando si fronteggia il jodan. La prima è di distruggere l’abilità del combattente in jodan di organizzare l’opportunità(XIX) di un colpo katate. Dal momento che le katate waza sono limitate a men e kote, questi sono i bersagli che un avversario in jodan cercherà da una distanza lunga. Aprendo continuamente un bersaglio e poi chiudendolo per aprirne un altro l’intento è di distrarlo e di renderlo incapace di trovare un’opportunità di attacco. L’assunto è che il combattente in jodan possa realmente essere distratto da questo movimento e non sia in grado di trovare un’apertura. Il pericolo in questo caso è che se non si distrae e se trova una ricorrenza nei movimenti, diventa un’opportunità per colpire piuttosto che per proteggersi. Un’altro problema è se il combattente in jodan sceglie o no di utilizzare anche le morote waza da una distanza lunga, forzando l’opponente a difendersi contro tre tipi di bersagli invece di due.

La seconda idea è di aprire intenzionalmente un bersaglio e poi un altro con l’intento di provocare un attacco dal jodanista, ad esempio muovere il kensen in sù(XX) per proteggere meglio il men e scoprire il kote e quindi causare un colpo al kote. L’assunto qui è su due circostanze: una è che il combattente in jodan soccomba alla pressione e attacchi il bersaglio che viene suggerito e la seconda che si riesca a contrattaccare all’attacco provocato.

La terza idea è che muovendo il kensen frequentemente, si riesca a distrarre il combattente in jodan e renderlo incapace di giudicare la distanza. Ciò potrebbe consentire all’avversario di entrare nella maai del jodan e iniziare un proprio attacco. Ciò presuppone che il jodanista sia distratto o in qualche modo dipendente dal kensen dell’avversario per giudicare la distanza.

XIX.[Ciò richiama il pù importante concetto di attaccare sempre contro un combattente in jodan al fine di distruggere la sua concentrazione, la fiducia, lo spirtio e l’abilità di attaccare sempre per primo. Creare anche la più piccola esitazione nell’avversario in jodan può essere per lui disastroso]

XX.[Nello scenario più semplice, quando il kensen del combattente in seigan è troppo basso, l’avversario in jodan cercherà di colpire men. Quando invece il kensen è troppo alto attaccherà kote]

Alternare i bersagli

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Alternare il kensen

ScopoBase di applicazioneIpotesi di utilizzo Seme verso molteplici bersagli del jodanGohonme, RopponmeIl combattente in jodan soccombe alla seme

Tabella 7: Alternare i bersagli mentre si fronteggia il jodan

Le ragioni per alternare il kensen tra i bersagli primari e secondari del jodan sono molteplici, ma ognuna mira ad un obiettivo solo ovvero che il combattente in jodan percepisca seme dal suo opponente; ovvero si senta minacciato da un imminente attacco. Una volta che si verifica questa circostanza, possono accadere varie situazioni: il combattente in jodan altera la sua guardia, oppure indietreggia o attacca, etc…  ognuna di queste situazioni lascia spazio ad un’apertura per un attacco dell’opponente sia con shikake che con oji waza(XXI). L’assunto qui è ovviamente che il combattente in jodan si senta realmente minacciato, cioè che percepisca la seme. Se ciò non accade, egli avrà un’opportunità di attacco ogni volta che il kamae è alterato/cambiato. [Spesso l’opponente in chudan adotterà un katate seigan cioè introdurrà nella rotazione dei bersagli l’abbandono della mano destra dalla shinai. Lo scopo in questo caso è: 1) creare esitazine, 2) distrarre per poi attuare una katate waza, solitamente migi kote o tsuki]

XXI.[Spesso l’opponente farà seme verso un bersaglio del jodan e poi ne colpirà un’altro non appena altera il kamae e appare un’apertura, ad esempio seme verso il kote sinistro per poi colpire tsuki]

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La gerarchia dei bersagli Chudan vs Jodan

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Primari                Tsuki, Hidari Kote

Secondari                Migi Kote

Terziari                Migi do, HIdari do

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Muoversi intorno continuamente

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Movimenti continui

ScopoBase di applicazioneIpotesi di utilizzoScopoBase di applicazioneIpotesi di utilizzo Distruggere l’abilità di organizzarsi“La distanza del jodan…”Il combattente in jodan non è in grado di giudicare la distanza o le opportunità per colpireEntrare nella maai del jodan“La distanza del jodan…”Il combattente in jodan non è in grado di giudicare la distanza

Tabella 8: Muoversi continuamente mentre si fronteggia il jodan

L’ultimo suggerimento che l’opponente dovrebbe valutare è quello di muoversi continuamente, ad esempio avanti, indietro, a sinistra, a destra, etc. Questa tattica è spesso combinata con lo spostare o alternare il kensen, seppure qui esamineremo soltante il movimento. Ci sono due idee separate implicate nel muoversi continuamente.

La prima è che si intenda distruggere l’abilità del combattente in jodan di creare un’opportunità di attacco. L’idea è che muovendosi costantemente, l’avversario in jodan perda traccia della sua distanza e similmente all’idea vista prima di muovere il kensen, diventi esitante negli attacchi poichè i bersagli dell’avversario entrano ed escono continuamente dalla propria giusta distanza(XXII).  L’assunto ancora una volta è che il combattente in jodan non sappia valutare autonomamente la propria distanza.  Un’altro assunto è che il combattente in chudan riesca a rimanersi stabile e pronto nonostante questo continuo movimento e che sia in grado di attaccare e contrattaccare l’avversario in jodan.

La seconda idea è che l’opponente in chudan muovendosi continuamente, sia in grado di camuffare i propri movimenti all’interno della maai del jodan. Se avrà successo riuscirà ad iniziare un attacco(XXIII) non rilevato contro il jodan.

XXII.[Un importante annotazione è in relazione alla domanda più elementare: “quando si dovrebbe attaccare il proprio opponente?” ovvero proprio quando l’opponente inizia a muoversi (in qualsiasi direzione). L’assunto in questo caso è che il combattente in jodan sia stato disturbato abbastanza da dimenticare uno degli insegnamenti più basilari del kendo. ]

XXIII.[Per iniziare un attacco si intende effettuare una shikake waza. Non va confuso con l’applicazione della seme o l’intento di attaccare (sen), entrambi i quali devono essere continuamente praticati prescindendo dalla strategia.]

Conclusione

E’ impossibile discutere tutte le possibili strategie e metodi, ma attraverso gli assunti sottesi da alcune comuni strategie anti-jodan, come discusso qui sopra, è possibile creare una difesa dal jodan che sia efficace e adatta all’avversario ed anche pronta e raggiungibile.

Bibliografia

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[2] All Japan Kendo Federation. Nippon Kendo Kata Manual. All Japan Kendo Federation, 2002.

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[10] Jinichi Tokeshi. Kendo: Elements, Rules, and Philosophy. University of Hawai‘i Press, 2003.

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Inoue Yoshihiko, Kendo Kata: essence and application, Kendo World Production, 2003.

[6] Paul Budden. Looking at a fair mountain: A Study of Kendo Kata. Tuttle Publishing, 2000.

[7]   Zen Nihon Kendo Renmei. Fundamental Kendo. Japan Pubblications, 1973.

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