Tutte le vie son piane a gli animosi…

Takamiya Toshimitsu è uno yondan che pratica e insegna alla Ōsaka Taiiku Daigaku (Ōsaka University of Health and Sport Sciences), che ha la particolarità di possedere solamente un braccio, avendo ad un anno di età perduto tutto l’avambraccio destro fino al gomito dentro una sgranatrice agricola.
Dietro consiglio della sorella, e nonostante l’handicap, inizierà al suo primo anno di scuola elementare la pratica del kendō sotto la direzione di Shosei Inada sensei, diventando col tempo e dopo duro allenamento campione prefetturale nel 2002, entrando nella “top 4” alle scuole superiori, primeggiando in diversi tornei prefetturali e superando i primi tre turni eliminatori alle selezioni nazionali che gli permetteranno di accedere alla fase finale dei campionati nazionali universitari nel 2006.
Takamiya usa uno shinai che è 3 cm più corto di quello convenzionale. Cosa che gli consente di essere più agile e di colpire con maggiore lestezza. Oltretutto gli avversari si trovano solitamente disorientati ad affrontare una persona senza un bersaglio primario come il migi-kote. Dice infatti sorridendo Takemiya: “I miei avversari non sono abituati a combattere un kendoka con un braccio solo. Oltretutto non possono mettere a segno una tecnica decisiva quale migi-kote, poiché non ho un braccio destro.”

Ogni rischio al valor sempre è securo,
tutte le vie son piane a gli animosi:
moviam là guerra, e contra a i colpi crudi
faciam densa testugine di scudi.

Torquato Tasso, “Gerusalemme liberata”, Canto XVIII, 73

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8 risposte a Tutte le vie son piane a gli animosi…

  1. kenzo ha detto:

    Questo ragazzo non può che meritare rispetto da parte mia.
    Anche in Italia abbiamo un nostro bravo atleta nonchè un caro amico, che come toshimitsu ha saputo dare il meglio di se con il meglio di se, stò parlando di E. Caroppo.
    Comunque un bel articolo questo, Kokubu San.

  2. Ercole ha detto:

    A vedere questo breve documentario sorprende ancora una volta il gusto per il melodramma che hanno i giapponesi. Bisognerebbe fargli conoscere Mario Merola. ò Zappatore potrebbe divenire un successo nella terra del sushi…

  3. aletrevor ha detto:

    Ho avuto l’occasione di poter vedere all’opera il nostro connazionale e questo tipo di persone che hanno subito incidenti di questa natura devo spingerci anora di più a fare meglio.

    Massimo rispetto!!

  4. Pingback: What’s Kendo « Comodino

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