Omaggio a Yukio Mishima

Tutti noi abbiamo avuto un incontro, una lettura, un episodio che ci ha fatto arrivare al kendō. C’è chi aveva un corso di kendō vicino casa e per curiosità è andato a dare un’occhiata; chi aveva un amico che lo praticava e si è fatto convincere a provare; c’è chi invece era appassionato di samurai; chi di cartoni animati; chi di cultura giapponese. Di tipologie sicuramente ce ne sono molte.
Personalmente, e parlo una volta tanto fuoriuscendo dal mio ruolo di impersonale curatore di questo spazio virtuale, se non avessi conosciuto l’opera umana e letteraria di Yukio Mishima oggi, con molta probabilità, non sarei qui. Furono infatti le prime letture in età adolescenziale di “Cavalli in fuga”, “Lezioni spirituali per giovani samurai” o la versione commentata dell’“Hagakure” edita da Bompiani a portarmi a considerare il kendō come una possibilità, tanto da spingermi a cercare una palestra e ad iniziare la pratica sia del kendō che dello iaidō.
In tutto ciò la figura di Yukio Mishima ha rivestito un ruolo centrale; da me accomunato all’altrettanto amatissimo Gabriele D’Annunzio, con cui di certo condivideva stile ed estetica nel comune convincimento che anche l’azione è cultura, anzi, la forma più alta di cultura. L’unione di arte e azione – penna e spada – definita nello zen giapponese con il concetto filosofico del “Bunburyōdō” ( 武文両道 ), ossia delle “due vie dell’arte marziale e della cultura” da percorrere parallelamente nella paideia del vir japonicus così come del vir romanus.

Riguardo il cammino di Yukio Mishima sulla via della spada, ecco un breve curriculum:
– gennaio 1958: inizia la pratica del kendō sotto la direzione del maestro Masami Yoshikawa (nanadan kyōshi), istruttore assistente alla stazione di polizia di Higashi Chofu;
– dicembre 1958: pratica kendō al Daīchi Seimei sotto la direzione di Takayuki Yamamoto (nanadan kyōshi);
– agosto 1959: ricomincia ad allenarsi sotto Yoshikawa Sensei;
– aprile 1961: ottiene il grado di Shodan nel kendō;
– marzo 1963: ottiene il grado di nidan nel kendō;
– novembre 1965: inizia la pratica dello iaidō alla stazione di polizia Himonya a Meguro;
– gennaio 1966: prende parte alla “Competizione per l’amicizia nel kendo” con diversi politici alla palestra del “Sangi-in” – o “Casa dei consiglieri”, una specie di Senato giapponese che si trova nella camera alta della Dieta giapponese;
– marzo 1966: entra nella palestra Sainei-kan del Palazzo Imperiale per studiare kendō e iaidō sotto la direzione del maestro Masami Matsunaga (nanadan kyōshi);
– maggio 1966: ottiene il grado di yondan nel kendō;
– agosto 1966: a Kumamoto incontra Seishi Araki, capo editore di “Nihon Dangi”, dal quale apprende della rivolta dei samurai della “Lega del Vento Divino” ( 神風連 ) nel 1877 – a cui il nostro ha dedicato pagine indimenticabili proprio in “Cavalli in fuga” -, ricevendo nel contempo lezioni di kendō nella palestra Ryujo-kan;
– febbraio 1967: ottiene il grado di Shodan nello iaidō;
– agosto 1968: ottiene il grado di godan nel kendō;
– 5 aprile 1970: partecipa ai primi “Campionati del Mondo di kendō” al Nippon Budokan di Tōkyō.





In conclusione vorrei segnalare un cd musicale prodotto dall’amico kendoka milanese Federico Goglio – in arte Sköll – interamente incentrato sulla figura di Yukio Mishima, “Sole e acciaio”.

Federico è inoltre autore di un brano dedicato al kendō, “Bushido”, presente nell’ultimo cd uscito nel 2007, “Il segreto di Lacedemone”.

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